Nascetta Story a Travedona Monate con Ivano Antonini

Splendida giornata a Travedona Monate in provincia di Varese. Sul piccolo lago lombardo abbiamo portato il nostro Nascetta Story e ben 4 produttori per la degustazione con Ivano Antonini. Un enorme grazie ad Angelo Fiombo, organizzatore della giornata nonché di questo bellissimo ciclo di appuntamenti: Trittico di Vino che ha visto la proiezione al cinema di Travedona de Il Re del Mosto, Barolo Boys e Nascetta Story, tutti seguiti dalle degustazioni dei rispettivi vini raccontati nei documentari. Un ringraziamento particolare anche a Ivano Antonini che ha raccontato in maniera semplice ed efficace i quattro Langhe Nascetta. Non ci resta che aspettare i nostri nuovi amici di Travedona a Novello.

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Nascetta Story, per chi non c’era

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Ed eccoci arrivati alla fine di un viaggio, la prima di Nascetta Story. Da oggi porteremo la storia di Novello, della Nascetta e dei contadini delle Langhe in giro per l’Italia. Grazie alle oltre 200 persone che sono state con noi al Castello e che hanno applaudito questo piccolo film

Ops!, le Langhe franano…bravi ve ne siete accorti!

Sono bastate due foto di Bruno Murialdo pubblicate su Repubblica (per altro foto che riprendono un unico tratto di strada) ad accendere la polemica, ma come?! le Langhe Unesco sono così ridotte?!

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frana del 2013 a Novello

Benvenuti nelle Langhe! Ora, per chiunque abiti queste colline, il problema è ben noto ma come al solito ne parliamo sempre dopo, quando il “brutto pasticciaccio” è avvenuto. Nel 2013 la Provincia di Cuneo riuscì a trovare 300mila euro per sistemare la frana sulla provinciale 58 a Novello (frana di almeno 18 mesi prima). Ora, 500 metri più in su, quella stessa provinciale ad oggi è chiusa perché è franata in ben tre punti, di cui uno particolarmente pericoloso. Non sto qui ad elencare gli altri smottamenti presenti in Alta e Bassa Langa, non si finirebbe più. Mi limito al caso di Novello perché è forse quello più emblematico.

Quello che mi chiedo sempre è: ma dove sono tutti quando si chiede di salvaguardare il territorio? Certo, è una bella rottura di palle parlare di questi argomenti: c’è la crisi, mancano i soldi, adesso manca anche la Provincia che è l’unica che ha il potere di aggiustare la strada.

Qualcuno l’ha buttata lì, un po’ per provocazione, un po’ perché ci crede veramente (nella socialità): mettiamo 10 centesimi su ogni bottiglia venduta e ci paghiamo da soli il risanamento delle strade?

Adesso io non sto qui a disquisire se la proposta sia fattibile, giusta, equa o altro, dico solo che come sempre, il mondo si divide in due: chi si lagna, piagnucola, urla, impreca contro tutto e tutti, insomma…rugna come si dice da queste parti, e c’è invece chi propone soluzioni.

Nascetta in degustazione guidata a Novello

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Sabato 16 maggio e 30 maggio, nella Bottega del Vino di Novello, potrete godervi la Nas-cëtta in una degustazione guidata. Le 7 cantine di Novello che coltivano e producono Nas-Cëtta, Elvio Cogno, Le Strette, Vietto, San Silvestro, Stra, Marenco e La Pergola, vi condurranno in un percorso incredibile, alla scoperta dell’unico bianco autoctono di Langa. Loro in primis stanno portando in alto il nome della Nascetta, che ormai da anni ha varcato i confini del comune di Novello.

In questi due appuntamenti potrete immergervi in un piccolo mondo da cui difficilmente vorrete allontanarvi. La Nascetta non è il solito bianco da sorseggiare prima del pasto, o meglio, non è solo quello. La  versatilità dell’uva e del vitigno portano ad un vino sia di pronta beva che da invecchiamento. Ricordate la storia della leggendaria bottiglia del 1986 di Franco Marenco, bevuta ben 5 anni dopo? La Nascetta oggi, dopo 20 anni di sperimentazioni, è sicuramente una delle eccellenze tra i grandi vini di Langa ed in questi due appuntamenti, promossi dall’Associazione Produttori Nas-Cëtta Comune di Novello e dal Comune di Novello medesimo, avrete l’occasione di capire come sia possibile produrre un grande vino bianco in una terra di rossi. È indubbio che oggi, il Re dei rossi, il Barolo, ha finalmente trovato la sua regina, la Nas-Cëtta.

I protagonisti di Nascetta Story: Paolo Sartirano – Cantine San Silvestro

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Subito dopo la linea di confine tra i comuni di Barolo e Novello, sulla destra, c’è Cascina Ghercina che fa parte delle Cantine San Silvestro della famiglia Sartirano, in quella zona di Novello dove oggi si può percorrere a piedi o in bici, il bellissimo Sentiero della Nascetta.
Una lunga tradizione alle spalle, prima come commercianti di vino, oggi anche come produttori dei grandi vini di Langa.

Quando abbiamo incontrato Paolo Sartirano prima ci ha fatto conoscere le sue vigne di Nascetta, a ridosso di un piccolo laghetto artificiale che crea un particolare microclima, poi ci ha raccontato una storia diversa da quelle che avevamo ascoltato fino a quel momento e che ci ha fatto tornare indietro di 50 anni.

Il ricordo di Paolo quando da ragazzino andava ad accompagnare il padre a vendere vino in giro per il Piemonte è ancora molto vivo, praticamente indelebile. Erano tempi in cui si andava nel nord della regione e si andava a trovare il ristoratore, si assaggiavano i campioni e dopo una trattativa che sapeva più di cerimoniale che pura ricerca dello sconto, si ordinava il carico che a volte andava anche sulle 2000 bottiglie, quello era il vino per tutto l’anno. Insomma questo lungo racconto di Paolo con suo papà lo ritroverete nel dvd di Nascetta Story, non tanto per tirare fuori la stupida frase “si stava meglio quando si stava peggio” ma per capire che spesso basta darsi una calmata, camminare e non correre, perché alla lunga ad andar veloci molte cose non le vedi nemmeno, è come guardare fuori dal finestrino di un Eurostar o di un Minuetto, il paesaggio è molto diverso.

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I protagonisti di Nascetta Story: ENRICO RIVETTO

Tra Sinio e Serralunga, nel cuore della Langa del Barolo, c’è una collina coperta da qualche bosco, un po’ di nocciole e le vigne che guardano direttamente il castello. È la collina di Lirano dove Enrico Rivetto produce Barolo, Barbera e ovviamente Nascetta. La particolarità di Enrico non è tanto il fatto che sia un produttore giovane, forse fra i più giovani della zona, ma è il suo entusiasmo nel raccontarti le cose, le sue vigne, il suo lavoro, i suoi esperimenti. Difficilmente ho incontrato un produttore così appassionato e convinto di ciò che sta facendo. E la prova l’ho avuta quando abbiamo chiacchierato circa la sua Nascetta. SERRALUNGA CASTELLO AUTONNO DA RIVETTO La fortuna di avere la tenuta su una intera collina è che puoi piantare le tue vigne verso l’esposizione che preferisci o desideri. Ed Enrico la Nascetta l’ha messa a nord. Il 2014 dal punto di vista climatico è stato un disastro ed avere le vigne verso nord, beh …forse era più di una scommessa. Eppure, nonostante la pioggia copiosa, l’uva Nascetta era perfetta, dal punto di vista sanitario la più sana, insieme al nebbiolo. In più Enrico ha capito che in quella posizione è obbligato a fare due vendemmie per arrivare così ad avere, alla fine, tutti i grappoli allo stesso punto di maturazione. RIVETTO Essere un contadino viticoltore vuol dire avere padronanza della tua terra, delle tue piante, del tuo clima. Si, anche del clima, perché è vero che non puoi far smettere di piovere o far uscire il sole a comando ma puoi sapere quando soffierà il tuo vento sulla tua collina e se hai alte o basse probabilità di grandine. Essere un contadino viticoltore vuol dire lavorare  e produrre in maniera attiva e non passiva. La vite in fin dei conti è una pianta infestante, in qualche modo produrrà sempre dei grappoli. Ma è proprio quel modo che il contadino deve controllare per arrivare all’eccellenza nella bottiglia. Essere un contadino viticoltore vuol dire avere il coraggio di sperimentare, perché di bottiglie di Barolo ne abbiamo a migliaia e vengono vendute tutte ma se vuoi eccellere devi sperimentare, come mettere una vigna a nord. Enrico ci ha raccontato che nella sua storia ha avuto anche l’Arneis, Perché abbandonare l’Arneis?, oggi il guadagno è sicuro, si sfiorano i 7 milioni di bottiglie, non si fa fatica a venderlo, perché abbandonarlo. La risposta…perchè non lo entusiasmava e, ben inteso, non il vino, non lo entusiasmava il produrre quel vino. Oggi il suo unico bianco è la Nascetta. Produrre Nascetta oggi vuol dire anche sperimentare ed Enrico Rivetto è uno di quei produttori che ci entusiasmano perché ancora oggi fanno rivivere lo spirito di 20 anni fa che ebbero Elvio Cogno e i fratelli Daniele, credere in un vitigno autoctono dalle grandi potenzialità con l’aggiunta che ci si può ancora divertire a produrre del vino.

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I protagonisti di Nascetta Story: STRA Azienda Agricola

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Roberto e la sua “bici” da vigna

A Novello c’è una piccola borgata, i Ciocchini, dove una stradina scende dolcemente circondata dalle vigne. È in questa piccola frazione che Franco Marenco fece assaggiare la sua Nascetta dell’86 ad Armando Gambera ed Elvio Cogno. Ai Ciocchini c’è l’azienda agricola Stra, cinque generazioni di vignaioli. Roberto, Maresa e Paolo hanno una foresteria e intorno alla cascina i loro vigneti. Quando si arriva nel cortile si entra in un piccolo mondo dove sorriso e gentilezza sono la prima cosa che si nota. Pochi passi e ti accorgi che sei in un posto completamente diverso dal resto della Langa del Barolo. Non si è su un bricco o una collina, qui i vigneti ce li hai intorno, come se ne fossi immerso ed è per questo che qui dagli Stra arrivano dalla Svizzera, Germania, per non parlare di Giappone e Alaska. E la Nascetta ormai fa parte della famiglia. Poche bottiglie, 1500, un nuovo vigneto che raddoppierà la produzione tra qualche anno, l’ entusiasmo di coltivare la terra cosa se fosse la cosa più semplice del mondo.

Le bottiglie Stra non le troverete in giro per ristoranti o enoteche. Se ne volete assaggiare una bisogna andare ai Ciocchini di Novello e passare un po’ di tempo con Roberto e Maresa e con loro si può capire qualcosa in più di Langa, vino e cultura contadina. Il problema sarà trovare una scusa per tornare a casa, alla propria vita, dopo essere stati immersi tra le vigne di Langa.

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Il paesaggio dell’azienda agricola Stra
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dal blog Living in the Langhe

APPUNTI DI MARKETING DEL VINO

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foto da comunicalab

 

Perché alcuni vini sono “sfigati”? Riprendo l’incipit dell’articolo di Gariglio su Slowine (http://www.slowfood.it/slowine/sommersi-e-salvati-perche-alcuni-vitigni-sono-sfigati-e-altri-hanno-successo/) sul perché alcuni vini, seppur buoni, non riescono a sfondare il mercato. Pare che nessuno sappia dare una risposta, che purtroppo invece esiste. La discussione di Slowine parte dalla Freisa e la preoccupazione dei produttori è tale che “I vignaioli hanno chiesto a me e altri giornalisti presenti una formula per uscire dalla crisi”(cit). Già! Perché io quando ho un problema nel mio orto e non so come far crescere al meglio i miei pomodori la prima cosa che faccio è andare dal mio macellaio di fiducia e chiedere aiuto, più o meno il senso è quello.

Oggi per vendere vino (e badate bene, per vino intendo quello che raggiunge elevati standard di qualità) non basta più il fattore “prodotto buono”. Il vino è legato al suo territorio e se non si capisce che per uscire dalle sabbie mobili bisogna fare sistema allora il problema continuerà ad esistere. Cooperare tra i produttori, i ristoratori, gli albergatori, enti pubblici e privati che “vendono” il territorio. E per fare tutto questo come si fa. Una fiera? una degustazione in più? Un cercare il punteggio più alto sulle guide? Anche, ma non basta.

Prendete la vetrina di un negozio di scarpe. Oggi in vetrina ha 20 scarpe, domani idem, dopo una settimana, la vetrina ha sempre le stesse 20 scarpe, dopo un mese, dopo un anno. Pensate che sul medio termine il negozio avrà ancora clienti? Dopo due volte che entro se vedo che il prodotto è lo stesso non entro più, cercherò altro. Ora trasportate questo concetto sul vino. Vado in fiera, con le mie bottiglie, anno dopo anno, stesse etichette, stessi nomi, stessa brochure che spiega l’azienda, stesso sito dal 1992 (se va bene), stesse foto, stesso video aziendale fatto in casa. Perché dovrei fermarmi da te?

I produttori vitivinicoli, soprattutto quelli medio piccoli, devono capire che oggi un buon marketing ti può aiutare, fermo restando che nelle tue bottiglie ci sia un ottimo prodotto, si parte sempre da li. Ma il tuo prodotto devi farlo uscire.

PUNTO PRIMO – Fare sistema con altri produttori. E’ autodistruttivo farsi la guerra a vicenda, “Il mio vino è il migliore perché…” è la frase più sbagliata che si possa dire ad un cliente. Devi esaltare il tuo vino, farne percepire tutti i pregi e parlare sempre in maniera allargata sul tuo territorio. Cosa succede se il tuo cliente beve il tuo vino, gli hai detto che è il migliore della zona, poi lo stesso cliente farà visita ad un’altra cantina e per qualche motivo (gusto, sensazione, meteo o altro) troverà quel vino migliore del tuo. Sicuramente penserà che l’hai preso per i fondelli e da te non tornerà più. Il tuo vino non sarà mai migliore ma diverso per storia, cultura e passione della tua famiglia che produce. Fare sistema.

PUNTO SECONDO – Farsi aiutare. Ad ognuno il suo mestiere, tu fai il vino io mi preoccupo della tua comunicazione. Il primo errore è pensare che il marketing e la comunicazione siano soldi buttati. “Ma io vado in tutte le fiere e spendo solo enormi cifre e non porto a casa nulla”. Gia! Ma in fiera con cosa ci vai? E in quali fiere vai? Oggi il consumatore, il winelover, è appassionato di quello che beve, si certo, ma soprattutto di quello che sta dietro al bicchiere, la storia, la tradizione, la terra, la famiglia, sono queste le cose da raccontare per far avvicinare il potenziale consumatore. E questa storia la devo rendere al meglio con le migliori tecniche e tecnologie presenti oggi. Raccontare una storia, la storia del tuo vino, questo oggi bisogna vendere. E per farlo bisogna affidarsi a chi le storie le sa raccontare e lo sa fare con un certo stile che non è sicuramente quello del puro video aziendale dove si narra che “produciamo 1 milione di bottiglie l’anno” ma si racconterà che fu il bisnonno prima della guerra a fare la prima vendemmia, senza i trattori ma con i carri trainati dai buoi. E allora vedrete gli occhi dei vostri winelovers magicamente illuminarsi.

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Le produzioni di Stuffilm

UN MENU ACCOMPAGNATO DALLA NASCETTA, PROVARE PER CREDERE

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Durante la lavorazione di Nascetta Story ci è venuto un dubbio. Ma se la Vernaccia di San Giminiano la abbinano persino con il capitone, con la Nascetta di Novello cosa mangiamo? E allora siamo andati da Armando Gambera che ci ha fatto un menù di tutto rispetto, dall’antipasto ai formaggi bevendo solo Nascetta

LE VIGNE SOTTO LA NEVE OVVERO IL RIPOSO DEL GUERRIERO

NEVE IN VIGNA

E finalmente la neve arrivò. Passeggiare tra le vigne imbiancate nel silenzio della campagna e rendersi conto che quello che stai vedendo è l’inizio di un qualcosa di magico. Oggi le viti riposano sotto la neve e se ne staranno li tranquille ancora per qualche settimana, fino a quando cominceranno a risvegliarsi e sprigioneranno tutta la loro vitalità. Il riposo del guerriero prima della battaglia, il riposo della vite che tra poco inizierà ad inerpicarsi, a germogliare, a fiorire. Il riposo del guerriero è anche il riposo del contadino. Poche settimane di pace per poi riprendere il suo lavoro di addomesticamento della pianta per farla rivivere ancora una volta come lui vuole, con il giusto fogliame ed i grappoli scelti. Sarà una lunga “battaglia” tra la vite e il vignaiolo, combatterà contro le intemperie, le malattie, camminerà per chilometri, su e giù per i filari, ogni giorno guardando in faccia ogni singola pianta di vite affinché in autunno potrà gioire del suo lavoro. Ma per oggi, i guerrieri, la vite come il contadino, riposano.