RACCONTIAMO IL VINO COMINCIANDO DALL’UOMO

BRUNO ROGGIA BARBATELLE

É l’unico modo che abbiamo imparato e che difendiamo: quello che esce da una bottiglia di vino non è alchimia o strane diavolerie da “piccolo chimico”. Mario Soldati ce lo ricorda in ogni singola pagina da lui scritta, prima di tutto c’è il contadino e la sua terra, è da li che parte tutto. La scoperta di qualche giorno fa di semi di vite di epoca nuragica (http://www.repubblica.it/salute/alimentazione/2015/01/29/news/vino_scoperto_in_sardegna_il_pi_antico_vitigno_del_mediterraneo-105918935/?ref=HREC1-26), quindi di circa 3mila anni fa, è uno degli esempi di come il rapporto tra uomo e vite sia così visceralmente incatenato, forse alla pari di quello che c’è tra l’uomo e il cane.

E per raccontare tutto ciò non ci resta altro che cambiarci scarpe e pantaloni, scendere in vigna e seguire come un’ombra il contadino che padroneggia il suo mestiere come il pittore fa con la tela. L’incipit di “Signori del vino” (http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2015-01-31&ch=2&v=472143&vd=2015-01-31&vc=2#day=2015-01-31&ch=2&v=472143&vd=2015-01-31&vc=2) , il programma di Rai2 del Direttore Masi, procede in linea con il nostro pensiero (più o meno). Gaja che fa “assaggiare” la terra dei suoi vigneti ai due narratori poteva essere una buona cosa. Ma poi Simonit viene relegato in un cantuccio con la sua piccozza e liquidato in 30 secondi e sono quasi certo che lo spettatore abbia capito che Marco Simonit sia più che altro una specie di “Mario Tozzi” e da lì tutto si va perdendo. Certo, in 28 minuti (tanto dura il programma) non si può pretendere molto e per questo che non vado oltre nei commenti.

Ma lasciatemi vantare della nostra piccola “Nascetta Story” perché, per raccontare la resurrezione di un vitigno, abbiamo viaggiato per le vigne di Langa per 12 mesi, parlato con il produttore famoso come con il contadino anziano e forse, quando a giugno uscirà il documentario, potremo vantarci di aver raccontato una piccola ma bella storia di contadini vignaioli della Langa del Barolo.

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IL VINO IN TV!…EVVIVA! (Da quanto tempo lo diciamo noi?!)

camera e filare

Tempo fa alcuni guru del vino chiesero a Giorgio Gori (fondatore di Magnolia) se c’era la possibilità di produrre un “Masterchef” esclusivamente sul vino, rispose di no. Da quel momento nessuno si azzardò a produrre e nemmeno proporre format sul genere. I tempi cambiano o forse qualcuno almeno ci vuole provare.

Il 31 gennaio parte sulla Rai “Signori del vino”, il format voluto fortemente da Marcello Masi, direttore del Tg2 e che lui stesso condurrà (coadiuvato da Marco Simonit). Fin qui nulla di strano. Inaspettato invece l’entusiasmo che si sta facendo largo ancor prima di vedere la prima puntata. Dopo aver visto l’anteprima, a Carlin Petrini gli si sono illuminati gli occhi e questo dovrebbe essere un ottimo segnale. Se poi arriva anche la “Bolla Papale” di Intravino…bhe!…allora questa è una rivoluzione. Cito testuale dal blog “Immagini che avvicinano lo spettatore alla vigna, alla terra che produce quel vino, alla storia del suo produttore e, per una volta tanto, non ci si ferma a roteare un calice per raccontarne i bei sentori di cardamomo e rabarbaro”. Incredibile! Allora non c’è del marcio in Danimarca.

E Nascetta Story che cos’è? Caspita!…aspetta…ma è un film che racconta la storia di un vitigno e dei suoi contadini, è un film che va oltre “gli archetti” in bicchiere, è un film che narra la passione di vignaioli per un vino che non li renderà mai ricchi ma che fa parte della loro cultura e per questo hanno sudato per recuperarlo. Incredibile! ma c’è già davvero qualcuno che vuole raccontare queste storie?

Noi (Stuffilm) lo diciamo da anni, lo spazio in tv per raccontare il vino c’è e se non c’è bisogna crearlo. Non per far piacere a qualcuno ma semplicemente perché c’è voglia di conoscere il vino e di conseguenza la terra, la vigna, l’uomo. Tutte cose che difficilmente si imparano solo sorseggiando un bicchiere.

C’è molto da raccontare e noi lo vogliamo fare perché ci piace e perché vogliamo che le storie dei nostri contadini, da nord a sud, prendano vita e vengano esaltate come emblema della Buona Italia.

CONTEMPLANDO LE LANGHE, AMANDO LE LANGHE

NOVELLO MONTAGNE VIGNE

Esiste su Fb un gruppo, “Contemplando le Langhe…”(https://www.facebook.com/groups/48289184820/). Questo post è un piccolo omaggio ai circa 2500 membri del gruppo che ogni giorno postano foto o semplici pensieri con il solo scopo di condividere l’amore e la bellezza di una terra.

“Nascetta Story (https://www.facebook.com/pages/Nascetta-STORY/630957123693363) è questo, il tentativo attraverso un film documentario di condividere una passione. Aver ottenuto un riconoscimento come quello assegnato dall’Unesco è importante ma si può andare oltre per conservare e migliorare questa terra, tutta. Perché a prescindere dai confini cartografici ciò che bisogna imparare è che le Langhe sono percepite come uno dei posti più belli al mondo, tutte le Langhe. Il nostro compito è quello di saper raccontare questa bellezza, basata sì sul paesaggio, ma un paesaggio curato con amore e spesso anche con la fatica dell’uomo. E per questo che gruppi come “Contemplando le Langhe…” avranno sempre il nostro plauso.  “Nascetta Story” è il racconto di un vino, è vero, ma legato strettamente alla sua terra nativa, Novello, e ai suoi abitanti che hanno voluto riprendersi un pezzettino della loro storia. Portiamo al mondo l’entusiasmo di vivere tra queste colline.

ROBERT PARKER GURU E VEGGENTE DEL VINO (?)

CHIESA BERGERA VIGNE DA STRA

Ottobre 2004. Robert Parker elenca 12 scenari possibili del mondo del vino per il 2015 (http://www.foodandwine.com/articles/parker-predicts-the-future). Ora, eccoci qua, nel 2015. Ed Elena Roppa da esperta di marketing del vino qual’è, deve essersi subito ricordata di quell’articolo e su http://promozionedelvino.tumblr.com ha rielencato i 12 punti per vedere se quanto scritto da Parker si fosse avverato o meno. Di 12 punti per Elena se ne sono avverati 7 più 3 che lei definisce “avverato in parte”. Insomma, una bella media, non c’è che dire. Interessanti i punti in cui si prevede un aumento di consensi per territori come il Sud Italia  o la Central Coast californiana diventata rivale numero 1 di Napa. Chi l’avrebbe detto che la Spagna si sarebbe inserita di prepotenza nell’elite del vino? Non è forse vero che Wine Enthusiast ha inserito la Galizia tra le 10 Best Wine Travel Destination per il 2015? (http://www.winemag.com/Web-2014/10-Best-Wine-Travel-Destinations-2015/index.php/cparticle/7)

Quello che mi ha stupito è che ha proprio “toppato” (scusate la terminologia anni ’80) sul mercato più vicino a lui. Al primo punto teorizzava la scomparsa dei tre livelli di distribuzione negli Usa. Forse era più una speranza che una teorizzazione economica. Senza il livello intermedio difficile vendere oggi negli States, per i piccoli come per i grandi. E anche insistere sulla scomparsa del sughero per altri materiali…vabè…la sentiremo ancora per molti anni.

Infine ci ha preso in pieno sulla varietà come tratto distintivo del mercato mondiale. Perché se oggi siamo qui, su questo blog, a parlare di vino ma nello specifico di Nascetta è anche per questo motivo. Chi l’avrebbe mai detto che tra le vigne di nebbiolo da barolo ci sarebbe stato spazio (tra le colline ma anche nel mercato) per un piccolo vitigno autoctono, perdipiù bianco, delle Langhe. Io non so se Parker conosca la Nascetta, presumo di si. Nel caso contrario a giugno potrà sempre comprarsi un copia del film “Nascetta Story” e poi fare un salto a Novello per bere un bicchiere in compagnia e chiacchierare proprio sulla necessità di nuove varietà di vini sul mercato.

Robert Parker guru and clairvoyant wine (?)

October 2004. Robert Parker lists 12 possible scenarios of the wine world for 2015 (http://www.foodandwine.com/articles/parker-predicts-the-future). Now, here we are, in 2015. And Elena Roppa by marketing expert what wine, must have immediately remembered that article and on http://promozionedelvino.tumblr.com rielencato has 12 points to see if what is written Parker had come true or not. 12 points for Elena if they come true 7 plus 3 she calls “true in part.” In short, a pretty average, no doubt about it. Interesting points where it is expected an increase of acclaim for territories such as South Italy or Central Coast California became number one rival Napa. Who would have thought that Spain would be inserted by force in the elite of the wine? Is it not true that Wine Enthusiast has entered Galicia among the 10 Best Wine Travel Destination for 2015? (http://www.winemag.com/Web-2014/10-Best-Wine-Travel-Destinations-2015/index.php/cparticle/7)

What amazed me is that it has its own “messed” (excuse the terminology 80s) on the market closer to him. On the first point theorized the disappearance of the three levels of distribution in the US. Maybe it was more a hope that economic theorizing. Without the intermediate difficult to sell in the States today, for small as for large. It also insist on the disappearance of the cork for other materials … ok … the feel for many years.

Finally we took on in full as a distinctive variety of the world market. Because if we are here today, on this blog, talking about wine but specifically of Nascetta is also for this reason. Who would have thought that in the vineyards of Nebbiolo from Barolo there would be space (between the hills but also in the market) for a small native vine, perilous white, Langhe. I do not know if Parker knows the Nascetta, I assume so. Otherwise in June can always buy a copy of the movie “Nascetta Story” and then do a jump in Novello for a drink and chat with friends right on the need for new varieties of wines on the market.

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MASNAGHETTI E LA SUA ENCICLOPEDIA DELLE VIGNE DI BAROLO

VIGNE CASTELLO LA VOLTA

Alessandro Masnaghetti, dopo 8 anni di lavoro, pubblica L’ Enciclopedia delle vigne di Barolo (http://www.enogea.it/barolo-mga-lenciclopedia-delle-vigne-di-barolo/)

“Un dizionario senza precedenti, che spiega ciò che è da considerare nome di fantasia, ciò che è nome legato al territorio e ciò che invece è una menzione ufficialmente riconosciuta.
Infine c’è l’indice delle aziende, con i relativi Barolo prodotti.
Dalla più grande alla più piccola, dalla più blasonata alla più commerciale.” si legge sul sito.

Il mondo del vino si è talmente evoluto e rivoluzionato che solo per una tipologia di vino, in questo caso il Barolo, ci vogliono più di 400 pagine per farne un quadro completo. Certo il Barolo merita questo ed altro e ci sono editori come Enogea che stanno rincorrendo i tempi, oggi molto “social” ed ecco che, se l’enciclopedia potrebbe essere affare dal sapore antico, la casa editrice propone App per altri grandi vini (Barbaresco, Bordeaux ecc).

Tutto ciò cosa c’entra con la nostra “piccola” Nascetta? ovviamente tutto e niente. Ma di sicuro il concetto è che bisogna muoversi nell’impetuoso mare della comunicazione. Nemmeno il più grande Barolo di tutti i tempi avrebbe fortuna se rimanesse rinchiuso in una cantina.

Il concetto è sempre lo stesso: una volta assodato che il tuo prodotto è di eccellenza, e la Nascetta può ormai fregiarsi di questo marchio, allora bisogna trovare continuamente spunti e con questi esportare verso il mondo esterno il tuo prodotto, utilizzare qualsiasi mezzo per far conoscere ed apprezzare il tuo lavoro.

Sia ben chiaro, “Nascetta Story” non è una marchettata e scusate il volgarismo. E’ invece la voglia del sottoscritto e di Nemo Villeggia (l’autore del film) di raccontare questa storia, perché di mestiere questo facciamo, raccontiamo storie. E se poi il nostro film servirà anche a promuovere la Nascetta e Novello allora vorrà dire che avremo fatto un gran film.

MASNAGHETTI AND ITS ENCYCLOPEDIA OF VINEYARDS BAROLO

Alessandro Masnaghetti, after 8 years of work, public L ‘Encyclopedia of the vineyards of Barolo (http://www.enogea.it/barolo-mga-lenciclopedia-delle-vigne-di-barolo/)

“A dictionary unprecedented, which explains what is to be considered fancy name, what name is linked to the territory and what instead is a mention officially recognized.
Finally there is the index of companies, with their Barolo products.
From the largest to the smallest, from the most noble to the more commercial. “Says the website.

The world of wine has evolved and revolutionized so that only one type of wine, in this case the Barolo, it takes more than 400 pages to make a complete picture. Sure Barolo deserves this and more and there are publishers like Enogea who are chasing the times, today very “social” and behold, if the encyclopedia could be bargain antique flavor, the publisher proposes App for other great wines (Barbaresco , Bordeaux etc.).

All this got to do with our “small” Nascetta? obviously everything and nothing. But for sure the concept is that you have to move in the impetuous sea communications. Not even the greatest of all time would Barolo luck if it remained locked in a cellar.

The concept is still the same: once a fact that your product is excellent, and the Nascetta can now boast of this brand, then we must continuously find these ideas and export to the world outside your product, use any means to know and appreciate your work.

Let me be clear, “Nascetta Story” is not an excuse the marchettata and vulgarism. Instead of the desire of the undersigned and Nemo Villeggia (the author of the film) to tell this story, because of this job we do, we tell stories. And if our film will also serve to promote Nascetta Novello and it will mean that we will have made a great film.

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