Nascetta Story a Travedona Monate con Ivano Antonini

Splendida giornata a Travedona Monate in provincia di Varese. Sul piccolo lago lombardo abbiamo portato il nostro Nascetta Story e ben 4 produttori per la degustazione con Ivano Antonini. Un enorme grazie ad Angelo Fiombo, organizzatore della giornata nonché di questo bellissimo ciclo di appuntamenti: Trittico di Vino che ha visto la proiezione al cinema di Travedona de Il Re del Mosto, Barolo Boys e Nascetta Story, tutti seguiti dalle degustazioni dei rispettivi vini raccontati nei documentari. Un ringraziamento particolare anche a Ivano Antonini che ha raccontato in maniera semplice ed efficace i quattro Langhe Nascetta. Non ci resta che aspettare i nostri nuovi amici di Travedona a Novello.

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2 ottobre – anteprima di Nascetta Story

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Dopo due anni di lavoro finalmente facciamo uscire il film. Il 2 ottobre, presso la Sala Ricevimenti del Castello di Novello (Cn) ci sarà l’anteprima nazionale. Alla serata sarà presente la produzione (Stuffilm), i registi, tutti i produttori che hanno partecipato al film e ovviamente voi che ci avete seguito in questi anni. L’attesa è finita e siamo davvero soddisfatti del prodotto. Un film che racconta insieme la storia di un vitigno, i dubbi di un winelover e la passione dei contadini.

Ci vediamo venerdì 2 ottobre a Novello e un bicchiere lo beviamo tutti insieme!

Ops!, le Langhe franano…bravi ve ne siete accorti!

Sono bastate due foto di Bruno Murialdo pubblicate su Repubblica (per altro foto che riprendono un unico tratto di strada) ad accendere la polemica, ma come?! le Langhe Unesco sono così ridotte?!

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frana del 2013 a Novello

Benvenuti nelle Langhe! Ora, per chiunque abiti queste colline, il problema è ben noto ma come al solito ne parliamo sempre dopo, quando il “brutto pasticciaccio” è avvenuto. Nel 2013 la Provincia di Cuneo riuscì a trovare 300mila euro per sistemare la frana sulla provinciale 58 a Novello (frana di almeno 18 mesi prima). Ora, 500 metri più in su, quella stessa provinciale ad oggi è chiusa perché è franata in ben tre punti, di cui uno particolarmente pericoloso. Non sto qui ad elencare gli altri smottamenti presenti in Alta e Bassa Langa, non si finirebbe più. Mi limito al caso di Novello perché è forse quello più emblematico.

Quello che mi chiedo sempre è: ma dove sono tutti quando si chiede di salvaguardare il territorio? Certo, è una bella rottura di palle parlare di questi argomenti: c’è la crisi, mancano i soldi, adesso manca anche la Provincia che è l’unica che ha il potere di aggiustare la strada.

Qualcuno l’ha buttata lì, un po’ per provocazione, un po’ perché ci crede veramente (nella socialità): mettiamo 10 centesimi su ogni bottiglia venduta e ci paghiamo da soli il risanamento delle strade?

Adesso io non sto qui a disquisire se la proposta sia fattibile, giusta, equa o altro, dico solo che come sempre, il mondo si divide in due: chi si lagna, piagnucola, urla, impreca contro tutto e tutti, insomma…rugna come si dice da queste parti, e c’è invece chi propone soluzioni.

Nascetta in degustazione guidata a Novello

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Sabato 16 maggio e 30 maggio, nella Bottega del Vino di Novello, potrete godervi la Nas-cëtta in una degustazione guidata. Le 7 cantine di Novello che coltivano e producono Nas-Cëtta, Elvio Cogno, Le Strette, Vietto, San Silvestro, Stra, Marenco e La Pergola, vi condurranno in un percorso incredibile, alla scoperta dell’unico bianco autoctono di Langa. Loro in primis stanno portando in alto il nome della Nascetta, che ormai da anni ha varcato i confini del comune di Novello.

In questi due appuntamenti potrete immergervi in un piccolo mondo da cui difficilmente vorrete allontanarvi. La Nascetta non è il solito bianco da sorseggiare prima del pasto, o meglio, non è solo quello. La  versatilità dell’uva e del vitigno portano ad un vino sia di pronta beva che da invecchiamento. Ricordate la storia della leggendaria bottiglia del 1986 di Franco Marenco, bevuta ben 5 anni dopo? La Nascetta oggi, dopo 20 anni di sperimentazioni, è sicuramente una delle eccellenze tra i grandi vini di Langa ed in questi due appuntamenti, promossi dall’Associazione Produttori Nas-Cëtta Comune di Novello e dal Comune di Novello medesimo, avrete l’occasione di capire come sia possibile produrre un grande vino bianco in una terra di rossi. È indubbio che oggi, il Re dei rossi, il Barolo, ha finalmente trovato la sua regina, la Nas-Cëtta.

I protagonisti di Nascetta Story: Paolo Sartirano – Cantine San Silvestro

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Subito dopo la linea di confine tra i comuni di Barolo e Novello, sulla destra, c’è Cascina Ghercina che fa parte delle Cantine San Silvestro della famiglia Sartirano, in quella zona di Novello dove oggi si può percorrere a piedi o in bici, il bellissimo Sentiero della Nascetta.
Una lunga tradizione alle spalle, prima come commercianti di vino, oggi anche come produttori dei grandi vini di Langa.

Quando abbiamo incontrato Paolo Sartirano prima ci ha fatto conoscere le sue vigne di Nascetta, a ridosso di un piccolo laghetto artificiale che crea un particolare microclima, poi ci ha raccontato una storia diversa da quelle che avevamo ascoltato fino a quel momento e che ci ha fatto tornare indietro di 50 anni.

Il ricordo di Paolo quando da ragazzino andava ad accompagnare il padre a vendere vino in giro per il Piemonte è ancora molto vivo, praticamente indelebile. Erano tempi in cui si andava nel nord della regione e si andava a trovare il ristoratore, si assaggiavano i campioni e dopo una trattativa che sapeva più di cerimoniale che pura ricerca dello sconto, si ordinava il carico che a volte andava anche sulle 2000 bottiglie, quello era il vino per tutto l’anno. Insomma questo lungo racconto di Paolo con suo papà lo ritroverete nel dvd di Nascetta Story, non tanto per tirare fuori la stupida frase “si stava meglio quando si stava peggio” ma per capire che spesso basta darsi una calmata, camminare e non correre, perché alla lunga ad andar veloci molte cose non le vedi nemmeno, è come guardare fuori dal finestrino di un Eurostar o di un Minuetto, il paesaggio è molto diverso.

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Mibac sceglie Siena per il turismo slow. Langhe, Roero e Monferrato, possiamo darci una svegliata?!

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foto tratta da Targatocn

E fu così che l’ennesimo intervento sul turismo viene fatto in quel di Siena. Per carità, non si offendano gli amici toscani, anzi, sappiate che la mia è tutta invidia. Ma noi del basso Piemonte quand’è che ci diamo una mossa? Ce la cantiamo e suoniamo facendoci fischiare le orecchie su quanto è bello il nostro territorio, su quanto è buono il nostro territorio, su quanto è onesto il nostro territorio, su quanto è eccellente il nostro territorio ma ci manca sempre un pezzo di storia che nessuno vuole vedere, le infrastrutture di trasporto.

Ci vuole molto a capire che il famigerato territorio ha bisogno di infrastrutture per far  muovere i propri turisti? Le piogge di marzo hanno letteralmente devastato intere strade. Oggi la provinciale che da Novello porta a Barolo è chiusa al traffico, il tratto Barolo-Monforte ha diverse spaccature, la strada Monforte-Dogliani è franata…continuo?

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A questo disastro aggiungo la querelle che si prolunga da anni sui “servizi” ferroviari. Asti-Alba, quel bel tratto che per diversi km passa attraverso i vigneti, chiusa; Bra-Ceva…lasciamo stare, siamo tra le lacrime e la risata isterica. Il tratto Alba-Bra lo elettrifichiamo? nooo, facciamo un nuovo tracciato! E poi la solita frase che impera: ma chi se ne frega dei treni! tanto chi li usa. Già, chissene! Intanto a Siena parte un progetto per sviluppare il turismo Slow, con i treni, proprio quello Slow che da noi viene decantato e osannato.

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foto tratta da mountainblog

Non è forse arrivato il momento che tutti insieme ci facciamo delle domande e ci diamo delle risposte? E non tiriamo fuori sempre il discorso che mancano i soldi, la Provincia, i politici ecc. Qui manca la volontà di base di ognuno di noi di fare qualcosa per cambiare rotta, in senso metaforico ma anche letterario del termine

http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/feed/pdf/Programma-imported-49866.pdf

LE LANGHE INCONTRANO IL GRANDUCATO DI PARMA

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In teoria un buon cicloturista può tranquillamente farsi un viaggetto con la sua bici dalle Langhe al Granducato di Parma. Però in attesa che si sciolga la neve, venga data una bella verniciata e una controllatina alle gomme iniziamo a goderci questo bel gemellaggio tra due territori così vicini eppure così distanti per la loro storia. Nel 2015 si avvicinano forse per la prima volta grazie alla loro vocazione enogastronomica.  Un gemellaggio voluto da Comitato per la valorizzazione dei castelli delle Langhe e del Roero e i Parchi del Ducato di Parma e Piacenza insieme all’ Unione Montana Appennino Parma Est

Associazioni come Strada del Barolo proporranno eventi per la valorizzazione dei prodotti di Langa e delle province di Parma e Piacenza. Potranno anche essere piccoli passi nel turbinio del turismo mondiale ma, dal mio modesto punto di vista, essenziali per far circolare il più possibile il turista e dargli un’offerta sempre maggiore. Scambi di questo tipo danno stimoli nuovi a chi produce e a chi usufruisce dei prodotti. Provate a pensare al turista che si recherà alla festa medievale di Torrechiara e potrà trovare sul suo tavolo si capocollo e prosciutto ma anche una bottiglia dei nostri vini magari “serviti” con le ottime storie dei nostri produttori. È facile pensare che la sua prossima tappa enogastronomica potrà essere la collina di Langa.

E allora ben vengano questi gemellaggi, queste esperienze e questi scambi, dovrebbero essercene di più frequenti, soprattutto con territori limitrofi. Il segreto del successo è sempre l’unione e mai la solitudine, sempre, in ogni campo, ancor di più se ciò che abbiamo di più caro, la nostra terra è così amata da tutti.

UN MENU ACCOMPAGNATO DALLA NASCETTA, PROVARE PER CREDERE

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Durante la lavorazione di Nascetta Story ci è venuto un dubbio. Ma se la Vernaccia di San Giminiano la abbinano persino con il capitone, con la Nascetta di Novello cosa mangiamo? E allora siamo andati da Armando Gambera che ci ha fatto un menù di tutto rispetto, dall’antipasto ai formaggi bevendo solo Nascetta

ANCH’IO POSSO ESSERE UN VIGNAIOLO…URCA!

Vino fatto in casa

Va bene…mi direte, “ma la vigna non ce l’hai!”, e che mi frega, c’ho il kit! Sono settimane che il mio amico Facebook tra le sponsorizzate mi propone i kit più svariati: Barolo, Brunello, RedWine, Chardonnay, Merlot, Verdicchio…no ma dico, facciamo un kit per la Nascetta. Così mentre Le Strette, Elvio Cogno, Stra, Marenco, Gavetta, La Pergola, Sartirano, Vietto, Rivetto, Ballarin perdono il loro tempo, tra i filari prima ed in cantina dopo, io mi metto li e piano piano mi costruisco il mio impero con la mia amata Nascetta, una busta sono 30 bottiglie.

Questa è la soluzione del futuro, non c’è nemmeno più bisogno della cantina. Le vigne magari le lasciamo che sono così tanto belle, e poi sono patrimonio Unesco, non si possono toccare. Io pensavo che bastava riuscire a vendere al discount una bottiglia di Chianti Classico a 2,90 euro o una di Colfondo a 2,50 per far avvicinare il popolo al vino. Invece c’è chi è andato oltre, oltre il discount, oltre l’etichetta fatta con Paint, oltre la bottiglia di vetro di terza scelta, oltre il liquido più o meno bevibile.

Qui qualcuno propone una rivoluzione. Siamo tutti vignaioli!

LE VIGNE SOTTO LA NEVE OVVERO IL RIPOSO DEL GUERRIERO

NEVE IN VIGNA

E finalmente la neve arrivò. Passeggiare tra le vigne imbiancate nel silenzio della campagna e rendersi conto che quello che stai vedendo è l’inizio di un qualcosa di magico. Oggi le viti riposano sotto la neve e se ne staranno li tranquille ancora per qualche settimana, fino a quando cominceranno a risvegliarsi e sprigioneranno tutta la loro vitalità. Il riposo del guerriero prima della battaglia, il riposo della vite che tra poco inizierà ad inerpicarsi, a germogliare, a fiorire. Il riposo del guerriero è anche il riposo del contadino. Poche settimane di pace per poi riprendere il suo lavoro di addomesticamento della pianta per farla rivivere ancora una volta come lui vuole, con il giusto fogliame ed i grappoli scelti. Sarà una lunga “battaglia” tra la vite e il vignaiolo, combatterà contro le intemperie, le malattie, camminerà per chilometri, su e giù per i filari, ogni giorno guardando in faccia ogni singola pianta di vite affinché in autunno potrà gioire del suo lavoro. Ma per oggi, i guerrieri, la vite come il contadino, riposano.