WINEMARKETING ?! E CHE DIAVOLO È ?!

bicchiere nascetta homer-simpson

“Winemarketing? Si certo…abbiamo i depliant della cantina, e facciamo molte degustazioni”…e poi arriva la “parolina” che manda in panico: “ok, va bene, ma perché non provate a fare una comunicazione CROSSMEDIALE…” E li capisci che li hai persi, forse per sempre. Sai quando riesci ad intravedere il tipico sguardo di Homer Simpson quando Marge parla e lui pensa ai Donuts? Quello!

Intendiamoci, sono sempre di più le aziende “illuminate” o redente che hanno capito che bisogna andare oltre, oltre al giretto in cantina, oltre al depliant, oltre alle degustazioni. Produttori come Marilena Barbera o Donatella Colombini viaggiano molto sui social e lo fanno personalmente senza affidarsi ad agenzie, Mezzacorona e Planeta puntano molto sul videomaking di genere. Francesco Saverio Russo come wineblogger sta riuscendo a portare nuovi livelli di comunicazione tra diversi vignaioli. Qualcosa si muove, ma a me sembra che il passo sia quello dell’elefante, quando da altre parti del mondo (e già, nonostante statistiche e numeri, il mondo vinicolo non scompare al di la delle Alpi) si corre e soprattutto non si ha paura di sperimentare e spendere parti del proprio budget in comunicazione CROSSMEDIALE. Badate bene, “spendere parti del proprio budget”, e per “proprio” intendo che esce dalle tasche del vignaiolo. Sembrerà un banalità ma quando decidi di spendere i tuoi soldi sei molto più attento a quello che fai e a quello che vuoi fare rispetto a quando i soldi che investi non sono di tua proprietà. Nonostante tutto rimango fiducioso, prima o poi questo torpore comunicativo si dissolverà.

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IL VINO IN TV!…EVVIVA! (Da quanto tempo lo diciamo noi?!)

camera e filare

Tempo fa alcuni guru del vino chiesero a Giorgio Gori (fondatore di Magnolia) se c’era la possibilità di produrre un “Masterchef” esclusivamente sul vino, rispose di no. Da quel momento nessuno si azzardò a produrre e nemmeno proporre format sul genere. I tempi cambiano o forse qualcuno almeno ci vuole provare.

Il 31 gennaio parte sulla Rai “Signori del vino”, il format voluto fortemente da Marcello Masi, direttore del Tg2 e che lui stesso condurrà (coadiuvato da Marco Simonit). Fin qui nulla di strano. Inaspettato invece l’entusiasmo che si sta facendo largo ancor prima di vedere la prima puntata. Dopo aver visto l’anteprima, a Carlin Petrini gli si sono illuminati gli occhi e questo dovrebbe essere un ottimo segnale. Se poi arriva anche la “Bolla Papale” di Intravino…bhe!…allora questa è una rivoluzione. Cito testuale dal blog “Immagini che avvicinano lo spettatore alla vigna, alla terra che produce quel vino, alla storia del suo produttore e, per una volta tanto, non ci si ferma a roteare un calice per raccontarne i bei sentori di cardamomo e rabarbaro”. Incredibile! Allora non c’è del marcio in Danimarca.

E Nascetta Story che cos’è? Caspita!…aspetta…ma è un film che racconta la storia di un vitigno e dei suoi contadini, è un film che va oltre “gli archetti” in bicchiere, è un film che narra la passione di vignaioli per un vino che non li renderà mai ricchi ma che fa parte della loro cultura e per questo hanno sudato per recuperarlo. Incredibile! ma c’è già davvero qualcuno che vuole raccontare queste storie?

Noi (Stuffilm) lo diciamo da anni, lo spazio in tv per raccontare il vino c’è e se non c’è bisogna crearlo. Non per far piacere a qualcuno ma semplicemente perché c’è voglia di conoscere il vino e di conseguenza la terra, la vigna, l’uomo. Tutte cose che difficilmente si imparano solo sorseggiando un bicchiere.

C’è molto da raccontare e noi lo vogliamo fare perché ci piace e perché vogliamo che le storie dei nostri contadini, da nord a sud, prendano vita e vengano esaltate come emblema della Buona Italia.