Nascetta Story a Travedona Monate con Ivano Antonini

Splendida giornata a Travedona Monate in provincia di Varese. Sul piccolo lago lombardo abbiamo portato il nostro Nascetta Story e ben 4 produttori per la degustazione con Ivano Antonini. Un enorme grazie ad Angelo Fiombo, organizzatore della giornata nonché di questo bellissimo ciclo di appuntamenti: Trittico di Vino che ha visto la proiezione al cinema di Travedona de Il Re del Mosto, Barolo Boys e Nascetta Story, tutti seguiti dalle degustazioni dei rispettivi vini raccontati nei documentari. Un ringraziamento particolare anche a Ivano Antonini che ha raccontato in maniera semplice ed efficace i quattro Langhe Nascetta. Non ci resta che aspettare i nostri nuovi amici di Travedona a Novello.

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Nascetta Story, per chi non c’era

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Ed eccoci arrivati alla fine di un viaggio, la prima di Nascetta Story. Da oggi porteremo la storia di Novello, della Nascetta e dei contadini delle Langhe in giro per l’Italia. Grazie alle oltre 200 persone che sono state con noi al Castello e che hanno applaudito questo piccolo film

NASCETTA STORY – Il trailer del film

Finalmente!

Ci siamo…Ai suma…We have done it!!!

Ecco il trailer di Nascetta Story, il film è praticamente finito. A due anni di distanza dall’inizio della lavorazione possiamo dire che ce l’abbiamo fatta…preparatevi a prenotare il Dvd o organizzare proiezioni insieme a noi. Per info potete scrivere a federico.moznich@stuffilm.com

I PROTAGONISTI DI NASCETTA STORY: LA NAS-CËTTA

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Otto produttori in Novello, fuori dai confini comunali ne aggiungiamo più di dieci. Il più lontano ad oggi si trova a Santo Stefano Belbo. Abbiamo parlato dei nostri attori principali, i produttori che in circa 20 anni sono riusciti a dar nuova vita alla Nas-Cëtta con l’obiettivo tra altri 10 anni di poter ottenere una Docg. Ma la vera protagonista del nostro film è ovviamente la Nascetta. Oggi il Langhe Doc Nascetta è sicuramente fra i bianchi con più possibilità di crescita sotto molti punti di vista. Della qualità, perché i primi produttori hanno cominciato le vinificazioni nel ’94  un po’ alla cieca, leggendo testi ottocenteschi e non molto altro, ottimi i risultati che sono arrivati ma loro stessi ci hanno raccontato che le potenzialità per migliorare ci sono ancora e ciò non fa altro che aumentare gli entusiasmi. Crescita di volumi (bottiglie e superficie vitata), sempre più produttori, novellesi e non fanno impianti e di conseguenza aumentano il numero di bottiglie, fermo restando che la Nascetta non potrà e non dovrà mai essere un vino dalle grandi cifre produttive, per preservare pianta e territorio da un eccessivo sfruttamento che ne minerebbe l’elitarietà. Anche la popolarità non è da meno, apprezzata ormai ovunque, riesce ad avere una doppia anima, un vino bianco di pronta beva o addirittura da invecchiamento, cercando (con tempo, pazienza e tanta professionalità) di arrivare ai livelli dei Riesling. La Langa è terra da invecchiamento, la Langa (e in seconda battuta i viticoltori) ha fatto la fortuna del Barolo e del Barbaresco e la stessa cosa accadrà con la Nascetta grazie proprio a questa sua anima che arriva direttamente dalle nostre terre calcaree.NAS-CETTA VIGNA BRUNO ROGGIA

I protagonisti di Nascetta Story: Paolo Sartirano – Cantine San Silvestro

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Subito dopo la linea di confine tra i comuni di Barolo e Novello, sulla destra, c’è Cascina Ghercina che fa parte delle Cantine San Silvestro della famiglia Sartirano, in quella zona di Novello dove oggi si può percorrere a piedi o in bici, il bellissimo Sentiero della Nascetta.
Una lunga tradizione alle spalle, prima come commercianti di vino, oggi anche come produttori dei grandi vini di Langa.

Quando abbiamo incontrato Paolo Sartirano prima ci ha fatto conoscere le sue vigne di Nascetta, a ridosso di un piccolo laghetto artificiale che crea un particolare microclima, poi ci ha raccontato una storia diversa da quelle che avevamo ascoltato fino a quel momento e che ci ha fatto tornare indietro di 50 anni.

Il ricordo di Paolo quando da ragazzino andava ad accompagnare il padre a vendere vino in giro per il Piemonte è ancora molto vivo, praticamente indelebile. Erano tempi in cui si andava nel nord della regione e si andava a trovare il ristoratore, si assaggiavano i campioni e dopo una trattativa che sapeva più di cerimoniale che pura ricerca dello sconto, si ordinava il carico che a volte andava anche sulle 2000 bottiglie, quello era il vino per tutto l’anno. Insomma questo lungo racconto di Paolo con suo papà lo ritroverete nel dvd di Nascetta Story, non tanto per tirare fuori la stupida frase “si stava meglio quando si stava peggio” ma per capire che spesso basta darsi una calmata, camminare e non correre, perché alla lunga ad andar veloci molte cose non le vedi nemmeno, è come guardare fuori dal finestrino di un Eurostar o di un Minuetto, il paesaggio è molto diverso.

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Mibac sceglie Siena per il turismo slow. Langhe, Roero e Monferrato, possiamo darci una svegliata?!

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foto tratta da Targatocn

E fu così che l’ennesimo intervento sul turismo viene fatto in quel di Siena. Per carità, non si offendano gli amici toscani, anzi, sappiate che la mia è tutta invidia. Ma noi del basso Piemonte quand’è che ci diamo una mossa? Ce la cantiamo e suoniamo facendoci fischiare le orecchie su quanto è bello il nostro territorio, su quanto è buono il nostro territorio, su quanto è onesto il nostro territorio, su quanto è eccellente il nostro territorio ma ci manca sempre un pezzo di storia che nessuno vuole vedere, le infrastrutture di trasporto.

Ci vuole molto a capire che il famigerato territorio ha bisogno di infrastrutture per far  muovere i propri turisti? Le piogge di marzo hanno letteralmente devastato intere strade. Oggi la provinciale che da Novello porta a Barolo è chiusa al traffico, il tratto Barolo-Monforte ha diverse spaccature, la strada Monforte-Dogliani è franata…continuo?

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A questo disastro aggiungo la querelle che si prolunga da anni sui “servizi” ferroviari. Asti-Alba, quel bel tratto che per diversi km passa attraverso i vigneti, chiusa; Bra-Ceva…lasciamo stare, siamo tra le lacrime e la risata isterica. Il tratto Alba-Bra lo elettrifichiamo? nooo, facciamo un nuovo tracciato! E poi la solita frase che impera: ma chi se ne frega dei treni! tanto chi li usa. Già, chissene! Intanto a Siena parte un progetto per sviluppare il turismo Slow, con i treni, proprio quello Slow che da noi viene decantato e osannato.

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foto tratta da mountainblog

Non è forse arrivato il momento che tutti insieme ci facciamo delle domande e ci diamo delle risposte? E non tiriamo fuori sempre il discorso che mancano i soldi, la Provincia, i politici ecc. Qui manca la volontà di base di ognuno di noi di fare qualcosa per cambiare rotta, in senso metaforico ma anche letterario del termine

http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/MiBAC/documents/feed/pdf/Programma-imported-49866.pdf

I protagonisti di Nascetta Story: LE STRETTE

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Vigne di Nascetta in Bergera-Pezzole a Novello

La rinascita della Nascetta, nei primi anni ’90 oltre che da Elvio Cogno, passa anche dai fratelli Daniele, enologi prima, viticoltori successivamente. Savio conosce per la prima volta la Nascetta quando ancora frequenta la scuola enologica di Alba. Ha la fortuna di avere come professore Carlo Arnulfo che, sul finire degli anni ’80, porta i suoi studenti alla scoperta di questo strano vitigno bianco autoctono. Evidentemente è destino perché gli anni passano ma il caso vuole che sua moglie, novellese, sia parente stretta di quel Franco Marenco che la Nascetta continuava a coltivarla e vinificarla in purezza, da sempre, lui con pochissimi altri viticoltori di Novello.

In un pomeriggio di una domenica qualsiasi Franco fa assaggiare la sua Nascetta a Savio, rigorosamente dolce, accompagnata da biscotti di meliga come vuole l’usanza. Sono i primi anni ’90 e la cantina Le Strette dei fratelli Daniele non esiste ancora ma il progetto c’è ed è concreto. E la scoperta di questo straordinario vitigno dà un ulteriore impulso ai due fratelli per cominciare una straordinaria avventura.

E così di anno in anno cominciano le sperimentazioni sulla vinificazione di Nascetta, prima in piccolissimi quantitativi, una damigiana o poco più, poi qualche centinaio di bottiglie fino ad oggi dove la produzione è salita a più di 3000 bottiglie. Savio e Mauro, nella loro sala degustazione hanno incorniciato in un unico quadro le 7 etichette di Nascetta, dalla primissima primordiale a quella attuale, a testimoniare un percorso lungo, spesso faticoso, in vigna, in cantina ma anche nell’intricata burocrazia per dare il giusto valore ad un vitigno che oggi è catalogato anche grazie alla volontà dei Daniele.

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da tigulliovino.it
CHIARA PRATO CON SAVIO E MAURO DANIELE
Mauro e Savio Daniele con Chiara Prato, giornalista Rai del Tg2

UN MENU ACCOMPAGNATO DALLA NASCETTA, PROVARE PER CREDERE

BICCHIERI NAS-CETTA

Durante la lavorazione di Nascetta Story ci è venuto un dubbio. Ma se la Vernaccia di San Giminiano la abbinano persino con il capitone, con la Nascetta di Novello cosa mangiamo? E allora siamo andati da Armando Gambera che ci ha fatto un menù di tutto rispetto, dall’antipasto ai formaggi bevendo solo Nascetta

ANCH’IO POSSO ESSERE UN VIGNAIOLO…URCA!

Vino fatto in casa

Va bene…mi direte, “ma la vigna non ce l’hai!”, e che mi frega, c’ho il kit! Sono settimane che il mio amico Facebook tra le sponsorizzate mi propone i kit più svariati: Barolo, Brunello, RedWine, Chardonnay, Merlot, Verdicchio…no ma dico, facciamo un kit per la Nascetta. Così mentre Le Strette, Elvio Cogno, Stra, Marenco, Gavetta, La Pergola, Sartirano, Vietto, Rivetto, Ballarin perdono il loro tempo, tra i filari prima ed in cantina dopo, io mi metto li e piano piano mi costruisco il mio impero con la mia amata Nascetta, una busta sono 30 bottiglie.

Questa è la soluzione del futuro, non c’è nemmeno più bisogno della cantina. Le vigne magari le lasciamo che sono così tanto belle, e poi sono patrimonio Unesco, non si possono toccare. Io pensavo che bastava riuscire a vendere al discount una bottiglia di Chianti Classico a 2,90 euro o una di Colfondo a 2,50 per far avvicinare il popolo al vino. Invece c’è chi è andato oltre, oltre il discount, oltre l’etichetta fatta con Paint, oltre la bottiglia di vetro di terza scelta, oltre il liquido più o meno bevibile.

Qui qualcuno propone una rivoluzione. Siamo tutti vignaioli!

LE VIGNE SOTTO LA NEVE OVVERO IL RIPOSO DEL GUERRIERO

NEVE IN VIGNA

E finalmente la neve arrivò. Passeggiare tra le vigne imbiancate nel silenzio della campagna e rendersi conto che quello che stai vedendo è l’inizio di un qualcosa di magico. Oggi le viti riposano sotto la neve e se ne staranno li tranquille ancora per qualche settimana, fino a quando cominceranno a risvegliarsi e sprigioneranno tutta la loro vitalità. Il riposo del guerriero prima della battaglia, il riposo della vite che tra poco inizierà ad inerpicarsi, a germogliare, a fiorire. Il riposo del guerriero è anche il riposo del contadino. Poche settimane di pace per poi riprendere il suo lavoro di addomesticamento della pianta per farla rivivere ancora una volta come lui vuole, con il giusto fogliame ed i grappoli scelti. Sarà una lunga “battaglia” tra la vite e il vignaiolo, combatterà contro le intemperie, le malattie, camminerà per chilometri, su e giù per i filari, ogni giorno guardando in faccia ogni singola pianta di vite affinché in autunno potrà gioire del suo lavoro. Ma per oggi, i guerrieri, la vite come il contadino, riposano.