WINEMARKETING ?! E CHE DIAVOLO È ?!

bicchiere nascetta homer-simpson

“Winemarketing? Si certo…abbiamo i depliant della cantina, e facciamo molte degustazioni”…e poi arriva la “parolina” che manda in panico: “ok, va bene, ma perché non provate a fare una comunicazione CROSSMEDIALE…” E li capisci che li hai persi, forse per sempre. Sai quando riesci ad intravedere il tipico sguardo di Homer Simpson quando Marge parla e lui pensa ai Donuts? Quello!

Intendiamoci, sono sempre di più le aziende “illuminate” o redente che hanno capito che bisogna andare oltre, oltre al giretto in cantina, oltre al depliant, oltre alle degustazioni. Produttori come Marilena Barbera o Donatella Colombini viaggiano molto sui social e lo fanno personalmente senza affidarsi ad agenzie, Mezzacorona e Planeta puntano molto sul videomaking di genere. Francesco Saverio Russo come wineblogger sta riuscendo a portare nuovi livelli di comunicazione tra diversi vignaioli. Qualcosa si muove, ma a me sembra che il passo sia quello dell’elefante, quando da altre parti del mondo (e già, nonostante statistiche e numeri, il mondo vinicolo non scompare al di la delle Alpi) si corre e soprattutto non si ha paura di sperimentare e spendere parti del proprio budget in comunicazione CROSSMEDIALE. Badate bene, “spendere parti del proprio budget”, e per “proprio” intendo che esce dalle tasche del vignaiolo. Sembrerà un banalità ma quando decidi di spendere i tuoi soldi sei molto più attento a quello che fai e a quello che vuoi fare rispetto a quando i soldi che investi non sono di tua proprietà. Nonostante tutto rimango fiducioso, prima o poi questo torpore comunicativo si dissolverà.

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I PROTAGONISTI DI NASCETTA STORY: LA NAS-CËTTA

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Otto produttori in Novello, fuori dai confini comunali ne aggiungiamo più di dieci. Il più lontano ad oggi si trova a Santo Stefano Belbo. Abbiamo parlato dei nostri attori principali, i produttori che in circa 20 anni sono riusciti a dar nuova vita alla Nas-Cëtta con l’obiettivo tra altri 10 anni di poter ottenere una Docg. Ma la vera protagonista del nostro film è ovviamente la Nascetta. Oggi il Langhe Doc Nascetta è sicuramente fra i bianchi con più possibilità di crescita sotto molti punti di vista. Della qualità, perché i primi produttori hanno cominciato le vinificazioni nel ’94  un po’ alla cieca, leggendo testi ottocenteschi e non molto altro, ottimi i risultati che sono arrivati ma loro stessi ci hanno raccontato che le potenzialità per migliorare ci sono ancora e ciò non fa altro che aumentare gli entusiasmi. Crescita di volumi (bottiglie e superficie vitata), sempre più produttori, novellesi e non fanno impianti e di conseguenza aumentano il numero di bottiglie, fermo restando che la Nascetta non potrà e non dovrà mai essere un vino dalle grandi cifre produttive, per preservare pianta e territorio da un eccessivo sfruttamento che ne minerebbe l’elitarietà. Anche la popolarità non è da meno, apprezzata ormai ovunque, riesce ad avere una doppia anima, un vino bianco di pronta beva o addirittura da invecchiamento, cercando (con tempo, pazienza e tanta professionalità) di arrivare ai livelli dei Riesling. La Langa è terra da invecchiamento, la Langa (e in seconda battuta i viticoltori) ha fatto la fortuna del Barolo e del Barbaresco e la stessa cosa accadrà con la Nascetta grazie proprio a questa sua anima che arriva direttamente dalle nostre terre calcaree.NAS-CETTA VIGNA BRUNO ROGGIA

I PROTAGONISTI DI NASCETTA STORY: F.LLI VIETTO

Prendendo la strada che da Novello scende a Barolo dalla comunale Ravera, andando verso Monforte, proprio sul confine, c’è ancora una piccola frazione, Panerole. Qui vivono e lavorano Davide e Luigi Vietto. Ovviamente il Barolo è il vino principe anche di questa cantina ma noi siamo andati a trovarli per assaggiare la loro Nascetta.

VIETTO CON BOTTIGLIA

Eravamo nel mese di gennaio quando siamo ritornati da loro per capire che cosa c’è dietro la potatura di una vite. Ovviamente è un mestiere che i due fratelli fanno da quando sono bambini, hanno guidato prima il trattore della bici ma vedere all’opera un contadino alle prese con la potatura è sempre affascinante. Sinceramente mi viene un po’ d’ansia se penso che quel taglio che sto facendo condiziona non solo la pianta nell’immediato, nella vendemmia di questa annata ma anche in quella successiva. A scacchi sono sempre stato negato, potare una vite è più o meno la stessa cosa, devi fare delle mosse prevedendo anche quelle successive in uno schema mentale che devi tenere ben presente se non vuoi rischiare di fare pasticci. Per l’amor del cielo, a tutto c’è sempre rimedio ma come detto più volte la qualità del prodotto nasce in vigna, dalla terra e tutto parte dalla potatura.

La Nas-Cëtta di Novello ha il suo sentiero per il trekking

palina nascetta

Da oggi puoi conoscere la Nas-Cëtta di Novello anche facendo una passeggiata. Dopo un anno di preparazione il comune di Novello ha finalmente attivato i suoi sentieri, sono ben cinque, segnalati dettagliatamente e che coprono l’intero territorio comunale. Elio Sabena di Trekking in Langa è la guida naturalistica che ha disegnato tutti i percorsi e si è occupato personalmente della realizzazione.

trekking nascetta

Sabato 2 maggio è stato il giorno ufficiale dell’apertura del Sentiero della Nas-Cëtta di Novello ed è stato incredibile vedere più di 100 persone passeggiare tutte insieme alla scoperta di questo nuovissimo percorso, una giornata caratterizzata anche dalla visita alle cantine, sorseggiando Nas-Cëtta, mangiando una fetta di salame o un pezzetto di torta alle nocciole.

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Un percorso semplice, adatto a tutti e di una bellezza impressionante, camminando tra vigneti, campi, noccioleti. un percorso che viaggia a fianco di alcune delle cantine che oggi coltivano e producono Nas-Cëtta in Novello.

nascetta gruppo           bicchiere nascetta

Per chi vorrà cimentarsi in 6.5 km di camminata per una durata di 1h e 50 min dovrà seguire le indicazioni di colore bianco/viola partendo dal centro del paese o da Piazza Monviso.

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PERCHÉ FACCIAMO UN FILM SUL VINO?

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Se siete stati al convegno “Psicologia e Marketing Enologico” che si è tenuto all’Enologica di Alba probabilmente avreste già la risposta. In caso contrario, beh…ve lo diciamo ora, anche se in realtà, chi segue il blog e la pagina Fb qualcosa avrebbe dovuto già capire.

Chiariamo subito un punto, Nascetta Story non è un video aziendale, non è un filmato istituzionale, non è un prodotto commissionato. Ma allora che diavolo è? Un film, un documentario che racconta una storia, semplice. E perché lo fate? Ecco qua la domanda che in realtà non dovrebbe esistere. Non c’è un perché o meglio non in senso negativo.

Al convegno Psicologia e Marketing Enologico, organizzato da Strada del Barolo e Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino il nodo fondamentale della questione per fortuna è venuto fuori. In maniera molto sintetica riassumo: il Piemonte (e di conseguenza le Langhe Roero e Monferrato) è considerato dal mondo un’eccellenza nell’enogastronomia. Questa eccellenza bisogna tramutarla in profitto considerando il fatto che California e Australia cominciano a produrre anche buon vino. Detto questo ci sono delle lacune da colmare e tali lacune stanno tutte nel marketing, almeno per la maggior parte delle aziende. E per marketing intendo il proprio le basi di tale disciplina: la voglia e la necessità di fare gruppo, il video making, la fotografia, il social network il sito internet e ultimo ma essenziale l’assoluto bisogno di raccontare, lo storytelling insomma.

Ma allora torniamo alla domanda iniziale, perché facciamo un film sul vino se non è un video commissionato, di cosa stiamo parlando? Lo facciamo perché amiamo il vino e il suo territorio, perché dall’unione di terra, uomo, pianta, nascono migliaia di storie da raccontare che poi sarebbe il succo del nostro mestiere di filmmaker. E se questo nostro lavoro può essere utile al merketing del vino e del territorio allora vorrà dire che tutto questo serve e dovrebbe smuovere anche tutti coloro che pensano che basta il liquido dentro la bottiglia a vendere la stessa. Chiaro, se il vino fa schifo non ci sarà nessun santo che potrà migliorare le tue vendite. Ma se il tuo vino è eccellente, buono, ottimo, perché non farlo sapere a tutto il mondo? E per fare questo bisogna semplicemente raccontare il vino perché oggi il winelover vuole sapere tutto sul liquido dentro il suo bicchiere ma ancor di più vuole scoprire la terra da dove esce quel vino, la storia della famiglia che ogni mattina si sveglia e passa le sue giornate tra i filari per arrivare a quel prodotto così esclusivo, in poche parole vuole essere parte della storia del vino.

ANCH’IO POSSO ESSERE UN VIGNAIOLO…URCA!

Vino fatto in casa

Va bene…mi direte, “ma la vigna non ce l’hai!”, e che mi frega, c’ho il kit! Sono settimane che il mio amico Facebook tra le sponsorizzate mi propone i kit più svariati: Barolo, Brunello, RedWine, Chardonnay, Merlot, Verdicchio…no ma dico, facciamo un kit per la Nascetta. Così mentre Le Strette, Elvio Cogno, Stra, Marenco, Gavetta, La Pergola, Sartirano, Vietto, Rivetto, Ballarin perdono il loro tempo, tra i filari prima ed in cantina dopo, io mi metto li e piano piano mi costruisco il mio impero con la mia amata Nascetta, una busta sono 30 bottiglie.

Questa è la soluzione del futuro, non c’è nemmeno più bisogno della cantina. Le vigne magari le lasciamo che sono così tanto belle, e poi sono patrimonio Unesco, non si possono toccare. Io pensavo che bastava riuscire a vendere al discount una bottiglia di Chianti Classico a 2,90 euro o una di Colfondo a 2,50 per far avvicinare il popolo al vino. Invece c’è chi è andato oltre, oltre il discount, oltre l’etichetta fatta con Paint, oltre la bottiglia di vetro di terza scelta, oltre il liquido più o meno bevibile.

Qui qualcuno propone una rivoluzione. Siamo tutti vignaioli!

LE VIGNE SOTTO LA NEVE OVVERO IL RIPOSO DEL GUERRIERO

NEVE IN VIGNA

E finalmente la neve arrivò. Passeggiare tra le vigne imbiancate nel silenzio della campagna e rendersi conto che quello che stai vedendo è l’inizio di un qualcosa di magico. Oggi le viti riposano sotto la neve e se ne staranno li tranquille ancora per qualche settimana, fino a quando cominceranno a risvegliarsi e sprigioneranno tutta la loro vitalità. Il riposo del guerriero prima della battaglia, il riposo della vite che tra poco inizierà ad inerpicarsi, a germogliare, a fiorire. Il riposo del guerriero è anche il riposo del contadino. Poche settimane di pace per poi riprendere il suo lavoro di addomesticamento della pianta per farla rivivere ancora una volta come lui vuole, con il giusto fogliame ed i grappoli scelti. Sarà una lunga “battaglia” tra la vite e il vignaiolo, combatterà contro le intemperie, le malattie, camminerà per chilometri, su e giù per i filari, ogni giorno guardando in faccia ogni singola pianta di vite affinché in autunno potrà gioire del suo lavoro. Ma per oggi, i guerrieri, la vite come il contadino, riposano.

CONTEMPLANDO LE LANGHE, AMANDO LE LANGHE

NOVELLO MONTAGNE VIGNE

Esiste su Fb un gruppo, “Contemplando le Langhe…”(https://www.facebook.com/groups/48289184820/). Questo post è un piccolo omaggio ai circa 2500 membri del gruppo che ogni giorno postano foto o semplici pensieri con il solo scopo di condividere l’amore e la bellezza di una terra.

“Nascetta Story (https://www.facebook.com/pages/Nascetta-STORY/630957123693363) è questo, il tentativo attraverso un film documentario di condividere una passione. Aver ottenuto un riconoscimento come quello assegnato dall’Unesco è importante ma si può andare oltre per conservare e migliorare questa terra, tutta. Perché a prescindere dai confini cartografici ciò che bisogna imparare è che le Langhe sono percepite come uno dei posti più belli al mondo, tutte le Langhe. Il nostro compito è quello di saper raccontare questa bellezza, basata sì sul paesaggio, ma un paesaggio curato con amore e spesso anche con la fatica dell’uomo. E per questo che gruppi come “Contemplando le Langhe…” avranno sempre il nostro plauso.  “Nascetta Story” è il racconto di un vino, è vero, ma legato strettamente alla sua terra nativa, Novello, e ai suoi abitanti che hanno voluto riprendersi un pezzettino della loro storia. Portiamo al mondo l’entusiasmo di vivere tra queste colline.