I protagonisti di Nascetta Story: ENRICO RIVETTO

Tra Sinio e Serralunga, nel cuore della Langa del Barolo, c’è una collina coperta da qualche bosco, un po’ di nocciole e le vigne che guardano direttamente il castello. È la collina di Lirano dove Enrico Rivetto produce Barolo, Barbera e ovviamente Nascetta. La particolarità di Enrico non è tanto il fatto che sia un produttore giovane, forse fra i più giovani della zona, ma è il suo entusiasmo nel raccontarti le cose, le sue vigne, il suo lavoro, i suoi esperimenti. Difficilmente ho incontrato un produttore così appassionato e convinto di ciò che sta facendo. E la prova l’ho avuta quando abbiamo chiacchierato circa la sua Nascetta. SERRALUNGA CASTELLO AUTONNO DA RIVETTO La fortuna di avere la tenuta su una intera collina è che puoi piantare le tue vigne verso l’esposizione che preferisci o desideri. Ed Enrico la Nascetta l’ha messa a nord. Il 2014 dal punto di vista climatico è stato un disastro ed avere le vigne verso nord, beh …forse era più di una scommessa. Eppure, nonostante la pioggia copiosa, l’uva Nascetta era perfetta, dal punto di vista sanitario la più sana, insieme al nebbiolo. In più Enrico ha capito che in quella posizione è obbligato a fare due vendemmie per arrivare così ad avere, alla fine, tutti i grappoli allo stesso punto di maturazione. RIVETTO Essere un contadino viticoltore vuol dire avere padronanza della tua terra, delle tue piante, del tuo clima. Si, anche del clima, perché è vero che non puoi far smettere di piovere o far uscire il sole a comando ma puoi sapere quando soffierà il tuo vento sulla tua collina e se hai alte o basse probabilità di grandine. Essere un contadino viticoltore vuol dire lavorare  e produrre in maniera attiva e non passiva. La vite in fin dei conti è una pianta infestante, in qualche modo produrrà sempre dei grappoli. Ma è proprio quel modo che il contadino deve controllare per arrivare all’eccellenza nella bottiglia. Essere un contadino viticoltore vuol dire avere il coraggio di sperimentare, perché di bottiglie di Barolo ne abbiamo a migliaia e vengono vendute tutte ma se vuoi eccellere devi sperimentare, come mettere una vigna a nord. Enrico ci ha raccontato che nella sua storia ha avuto anche l’Arneis, Perché abbandonare l’Arneis?, oggi il guadagno è sicuro, si sfiorano i 7 milioni di bottiglie, non si fa fatica a venderlo, perché abbandonarlo. La risposta…perchè non lo entusiasmava e, ben inteso, non il vino, non lo entusiasmava il produrre quel vino. Oggi il suo unico bianco è la Nascetta. Produrre Nascetta oggi vuol dire anche sperimentare ed Enrico Rivetto è uno di quei produttori che ci entusiasmano perché ancora oggi fanno rivivere lo spirito di 20 anni fa che ebbero Elvio Cogno e i fratelli Daniele, credere in un vitigno autoctono dalle grandi potenzialità con l’aggiunta che ci si può ancora divertire a produrre del vino.

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